ASSOCIAZIONE
CASA FAMIGLIA
LODOVICO PAVONI

 

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L’associazione di volontariato "Casa Famiglia Lodovico Pavoni" "http://www.casafamiglialodovicopavoni.org"

con sede legale in Via Antonio Tempesta, n°264, 00176 Roma tel. 06-295591 ha come finalità specifica "l’assistenza in ogni forma possibile di minori in difficoltà, sostenendone il cammino educativo, culturale e sociale e promuovendo e favorendo qualsiasi iniziativa volta a migliorarne le qualità morali, intellettuali e fisiche."art.4 del proprio statuto.

La sede operativa è in: Via Bufalini 46, 00176 Roma (RM)
Il codice fiscale è: 96243330584
Telefono:
06 2411029
Telefax: 06 2411029

Il rappresentante legale, Padre Claudio Santoro (http://www.casafamiglialodovicopavoni.org/stoclau.htm)
nato a Milano il 14/09/1950 residente in Piazza dei Geografi n° 15 00176 Roma
cod. fisc.SNTCLD50P14F205T
tel. 06 2411029
cell. 339 2773256.

  

Dichiara che l’attività normalmente svolta dall’associazione Casa Famiglia Lodovico Pavoni è la seguente:

L’attività coinvolge circa 70 minori, oltre ai vari casi d’emergenza, provenienti dal VI municipio, dai dipartimenti limitrofi e da tutta Roma. La provenienza dei minori è varia: dalla nostra città, dalle famiglie emigrate dall’America del sud, dall’Albania, dalla Serbia, dalla Cina, dall’Africa e dall’Est Europa. I ragazzi che ospitiamo provengono da famiglie disagiate; molti sono figli di ragazze madri, alcuni sono figli di tossici, altri hanno i genitori che vivono nell’indigenza.

Quasi tutte le famiglie hanno un lavoro precario. Alcuni coabitano ammassati in piccoli appartamenti, costretti a condividere lo spazio della stessa abitazione con altre famiglie.

L’obiettivo fondamentale che ci proponiamo è contribuire a risolvere alcune delle problematiche più urgenti e soddisfare bisogni fondamentali come l’alimentazione, l’alloggio, l’istruzione, l’assistenza medica, un posto di lavoro per i famigliari e il rispetto per le origini, la cultura, la religione e le tradizioni di ognuno senza alcuna distinzione. Tra questi ragazzi e le rispettive famiglie si stabilisce un clima di scambio di collaborazione e di solidarietà.

Ravviviamo le tradizioni di questi popoli ospitandoli nella nostra sede in occasioni delle loro celebrazioni e ricorrenze con i loro riti, costumi, cibi particolari: la festa diventa per tutti un’occasione di solidarietà e di condivisione dei valori.

I volontari  sono circa 50: giovani studenti di scuole medie superiori e d’università, mamme e nonni, ci sono diplomati, laureati, insegnanti, medici, maestri d’arte, esperti (la psicologa e la pedagogista), avvocati e vari volontari per la manutenzione e la pulizia giornaliera della sede, per le svariate commissioni e piccoli servizi. Tutti offrono la propria disponibilità a titolo gratuito. Ogni giorno ci sono cinque volontari fissi e gli altri si alternano a rotazione nel corso della settimana o secondo le varie richieste che sorgono nel cammino.

 

PROGRAMMA SVOLTO DALL'ASSOCIAZIONE

 

Primo step: Settembre – Gennaio

Le azioni di questa fase sono mirate ad aiutare i minori affinché possano usufruire delle vaccinazioni di legge, del diritto alla scuola e all’asilo, dell’assistenza socio – sanitaria dell’intervento degli psicologi e specialisti sia del comune sia privati e della nostra associazione.

Si favorisce la tutela dei diritti di tutti con l’aiuto dell’avvocato che gratuitamente offre la sua consulenza. Si facilita l’inserimento socio – culturale con l’insegnamento della lingua italiana da parte di volontari insegnanti e con un centro d’ascolto sempre a disposizione e con la creazione di una situazione di relazione e scambio con ambienti sociali e culturali della città. Si provvede per i più disagiati a soddisfare i bisogni fondamentali: alimentazione, alloggio e ricerca di  un posto di lavoro per i famigliari.  C’è un’apertura quotidiana con il gran centro d’aggregazione di circa 5000 metri quadri a disposizione della casa Pavoni meta ordinaria di più di duecento ragazzi provenienti dal quartiere e da zone limitrofe. In sede dopo la merenda insieme per tutti si alternano le varie attività di doposcuola, di recupero scolastico di laboratorio teatrale e di ceramica di musica e di canto e di sport: ginnastica, giochi da cortile, giochi di gruppo e calcio.

 

I volontari si susseguono nell’attuazione del progetto: giovani e adulti, studenti e mamme di famiglia d’ogni ceto sociale, esperti dei vari sport, arbitri, animatori di giochi, pediatra, dentista, psicologo, ottico, pedagogista, medici generici e avvocati, secondo il sorgere delle varie richieste.

 

Secondo step: Febbraio – e fine della scuola

In questa fase si potenziano le attività quotidiane del primo step e si sostengono gli utenti in tutto ciò che comporta la vita d’ogni giorno nei suoi diritti e doveri.

Utile per tutti la possibilità di servirsi di vario materiale didattico (computer, enciclopedie, videoteca e ludoteca)

Inseriamo i ragazzi nelle società sportive del quartiere: scuole di calcio e palestre.

S’intensifica l’impegno per l’attività scolastica e l’inserimento socio culturale nel tessuto cittadino mediante esperienze allargate con altre realtà del territorio, con gite e visite guidate.

 

Terzo step: Estate e vacanze estive

Obiettivo di questa fase è il consolidamento dei percorsi proposti nelle fasi precedenti, mediante un centro estivo ricreativo culturale in sede e un soggiorno estivo sui monti.

 

 Il centro estivo ricreativo culturale e il soggiorno estivo sui monti è l’iniziativa normalmente svolta.

 

Il centro estivo inizia appena finisce l’anno scolastico.

E’ in atto nei mesi di giugno, al termine della scuola, luglio e i primi quindici giorni di settembre: per i più piccoli dalle 8 alle 14 e per i più grandi dalle 16 alle 21

Obiettivi fondamentali

1 Coinvolgimento dei giovani nell’azione di volontariato a favore dei più piccoli nell’animazione del centro estivo del mattino.

2 Socializzazione e amicizia con i coetanei del quartiere da parte dei ragazzi

3 Socializzazione e affiatamento delle famiglie coinvolte.


Il progetto intende creare la cultura del volontariato giovanile e allontanare i ragazzi dalla logica pericolosa della strada, offrendo loro attività culturali, sportive e ricreative.

 

Gli obiettivi

1. Farsi accogliere ed entrare in "simpatia" dai giovani appartenenti a culture, etnie, religioni, e idee differenti, raccogliendone le confidenze e diventando un punto di riferimento stabile per loro.

2. Entrare nella dinamica di conversazioni riguardanti esperienze di vita personali e di gruppo difficilmente comunicate agli adulti (operatori scolastici) ecc., per condurre il discorso su criteri di convivenza civile e d’educazione al rispetto.

3. Proporre e costruire insieme nuovi modi educativi (il linguaggio e gli atteggiamenti)

4.Vigilare su situazioni pericolose a rischio di devianza.

 

I volontari impegnati sono circa 20: laureati, diplomati, studenti giovani lavoratori, arbitri, assistenti, genitori, tecnici dello sport, ed esperti di musica, qualche medico e psicologo a disposizione e animatori. Un sacerdote sta in contatto con tutti coordinando le azioni dei volontari e dei giovani e i vari interventi sui ragazzi.

Si organizzano incontri formativi sulla psicologia della pre-adolescenza e adolescenza sui vari problemi che sorgono nel percorso delle attività, si parla in modo particolare dei ragazzi che presentano disturbi specifici di comportamento.

 

Metodologia

Inserire la filosofia etica dell’ascolto in modo da rifuggire da facili pregiudizi e discriminazioni. Tutte le azioni proposte dal progetto ai ragazzi vengono da loro stessi dirette con la presenza discreta dei volontari: sono gli stessi giovani che stabiliscono le regole, le modificano, e le fanno rispettare. Il metodo preventivo consente ai volontari stessi di avvicinare i giovani prima e dopo le varie attività, per parlare dei problemi e dei contrasti avvenuti per le varie sfumature dei singoli caratteri. Si sta in mezzo a loro e intervenendo se chiamati, si ascoltano, si parla con loro dei problemi da loro stessi esposti: nelle occasioni in cui si trovano tutti insieme si parla di sport, di musica, d’argomenti di cultura generale, d’amicizia, della scuola e della famiglia, si parla di politica e dei fatti tremendi della guerra.

 

Risultati

1. Incentivare la cultura del Volontariato

2. Accompagnarli nella costituzione e nella crescita di compagnie di giovani con grande affiatamento e interscambio

3. Accompagnare il costituirsi di una cultura di dialogo nella diversità d’opinioni, idee, etnie e religioni, aiutandoli a curare i rapporti sinceri tra ragazzi e con gli adulti

4. Allontanare i ragazzi dalla droga, dalle sue reti e dalle sue dinamiche di contatto sul territorio, rendendoli meno vulnerabili ad eventuali proposte allettanti.

 

Attività

Giochi, individuali e di gruppo, d’aria, d’acqua, di terra, tornei di calcio, laboratorio di ceramica, laboratorio teatrale, di musica, di canto e di ballo e manifestazioni musicali dei vari gruppi costituiti. Ogni giorno è scandito da una riflessione a gruppi su argomenti d’attualità, sulla natura, problemi sociali, problemi della città e su situazioni che ogni giorno emergono dalla vita di gruppo. Si programmano visite ai parchi del quartiere, ai monumenti della città d’interesse storico religioso e culturale: le piazze, i musei, le chiese. La pizza insieme ai volontari, qualche spaghettata, e contorni, usufruendo della cucina dell’associazione, è un particolare momento d’aggregazione e di condivisione.

 

Metodologia

Tutti hanno la possibilità di esprimersi in privato e in assemblea. La comunità dei ragazzi è suddivisa in piccoli gruppi con altrettanti piccoli responsabili ai quali si danno particolari mansioni nei confronti dei loro gruppi.

Il centro estivo si conclude con un intrattenimento festoso nel quale i ragazzi presentano i risultati delle loro attività svolte insieme.

C’è un premio per tutti ma soprattutto la gioia di aver passato assieme un periodo della propria crescita.